Conoscere il SEO per ottimizzare un sito web

Per scalare le posizioni sui motori di ricerca va pianificata una campagna SEO, bisogna dunque pensare a tutta una serie di comportamenti che migliorino il posizionamento del sito web.

Chi pratica questo mestiere deve sapere usare bene il linguaggio del web (html, Css etc) ma essere soprattutto attento alle tendenze social, il suo lavoro oggi non si riduce solo all’indicizzazione di un sito web sui motori di ricerca, non è solo una questione di parole chiave di cui, peraltro, già se ne occupano i temutissimi robot.
Per capire come si è evoluta questa professione dobbiamo partire dalla preistoria del web. Una volta c’erano i web designer che si occupavano soprattutto della grafica del sito web, il loro compito era essenzialmente curarne il make up, evoluzione di questa figura è lo Specialista SEO, colui che si occupava di ottimizzare il sito per trovare clienti, il suo compito era pensare ad aumentare gli accessi puntando sulle keywords. Oggi la professione si evolve ulteriormente. La SEO da sola non serve a molto, così nasce il Consulente di web marketing che oltre alla SEO si occupa di creare un blog, curare le call to action e raccogliere le e-mail degli utenti. Dunque, una volta condotte le persone sul proprio sito, bisogna usare le tecniche dell’inbound marketing, cominciare a raccogliere informazioni su di loro, sulle abitudini di navigazione, seguire le interazioni degli utenti con i contenuti del sito, con le e-mail delle aziende, notare come rispondono alle call to action. Questo consente al marketing di mandare i giusti input al commerciale che si troverà a gestire un contatto di cui conosce i problemi, gli interessi, le passioni e le abitudini.

Con l’inizio del 2017 si cominciano già a testare i nuovi trend che caratterizzano i cambiamenti per i motori di ricerca e per chi fa web marketing. Innanzitutto, si stabilizza le tendenza del 2016 per quanto riguarda la SEO e cioè la ricerca semantica, l’innovazione di Google Amp (l’acceleratore di pagine sul mobile), il Rank Brain di Google (il sistema di intelligenza artificiale dei motori di ricerca per acquisire conoscenze e produrre i risultati delle ricerche). La tendenza del 2017 è dunque sempre più legata all’indicizzazione via mobile dopo un ventennio in cui si preferiva il desktop di pc e notebook. Questo è un riflesso delle abitudini degli utenti che sono sempre più attivi su smarthphone e tablet piuttosto che su pc e tablet. Questa è la generazione del mobile che produrrà consumatori che adoperano per qualsiasi cosa solo lo smartphone o il tablet per qualsiasi azione. Si confermano trend assodati, come l’importanza dei contenuti di qualità a cui un sito web deve prestare tantissima importanza. La tendenza naturalmente la detta Google che preferisce contenuti originali, ben scritti ed interessanti con informazioni veritiere (il cosiddetto Google Panda). Si conferma anche per quest’anno la necessità di avere un profilo di backlinks pulito e naturale, il noto Google Penguin.

Ottimizzazione On Site e Off Site. La prima fa riferimento all’ottimizzazione di un sito nel suo aspetto interno. Si intendono tutti quegli interventi che attengono all’architettura del sito ed è relativo all’ottimizzazione delle singole sezioni e del codice che va ripulito di tutto quello che non serve, al migliore utilizzo dei link interni, alla cura delle immagini. Per quanto riguarda l’ottimizzazione esterna, si tratta di agire su elementi esterni come il server che ospita il sito, dipende dall’autorevolezza del dominio, dal nome scelto fino a cercare d’incrementare la popolarità del sito curando i social media e link building (backlinks). Per quanto riguarda i social media bisogna puntare all’aggiornamento degli account in modo professionale coinvolgendo gli utenti ad azioni come i like, i commenti, le condivisioni. I backlinks sono i link che da altri siti puntano al nostro, importante è che siano siti di valore, che decidono di mettere un link dopo averlo visionato e trovato interessante il nostro sito al punto da segnalarlo ai propri lettori. I backlinks servono a conquistare i motori di ricerca.
Ottimizzare il testo dei propri contenuti secondo le regole del SEO, naturalmente la qualità è la ricetta vincente. Inoltre, è bene affidarsi a un copywriter di professione il cui lavoro è proprio la scrittura ottimizzata per la SEO. A questo proposito, è bene scegliere la parola chiave in base a cui posizionare un dato articolo. Occorre fare un’analisi sulle keywords più ricercate, può essere utile utilizzare lo strumento di Google Trend. Occorre scegliere la keyword principale (la tag H1 da impostare nel codice HTML) e poi un contorno di parole chiavi che arricchiscono il testo e renderlo quanto più bello possibile. Avere cura che i Meta Title non siano più lunghi di 55, massimo 60 caratteri e inserirvi la keyword principale, se il titolo è più lungo di 60 caratteri Google lo taglia e nella Serp appariranno i puntini. La descrizione non deve superare i 156 caratteri e deve essere scritta per invitare il lettore a leggere l’intero testo. L’articolo dovrebbe avere un minimo di 300 parole, nel testo la parola chiave deve ricorrere con una percentuale dell1%. Nell’articolo è bene inserire una foto coerente con il contenuto, l’immagine deve avere un titolo e un testo alternativo che descriva il contenuto dell’immagine, ottimo se s’inserisce un testo in linea con la keyword principale. Attenzione al formato, dimensioni 5000×4000 pixel sono inutili, meglio risparmiare in byte, per la risoluzione 72DPI può andare più che bene. L’articolo va preferibilmente concluso con un invito all’azione, con cui si chiede ad esempio ai lettori di condividere l’articolo sui social media se lo trovano di proprio interesse. Per verificare velocemente come un dato testo viene recepito da un algoritmo può essere utile usare un tool free come Word Tree .
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